Padre
Pio e dintorni
Il
libro di Mischitelli, un autore che già ha pubblicato
altre opere, tra le quali l’ampia e documentata biografia,
testimonianze di confratelli e vari saggi su Padre Pio, s’inserisce
nella polemica che da circa nove mesi riguarda Padre Pio visto
sia come uomo sia come santo. La
discussione è iniziata con la pubblicazione del libro
del prof. Sergio Luzzatto (Padre Pio. Miracoli e politica
nella storia del Novecento). Quest’autore parte dalla
consultazione di alcuni archivi, compresi quelli secretati
dell‘ex Santo Offizio, per dare una visione, quasi dissacrante,
del Frate, diversa da quella tradizionale; inoltre, con documenti
di archivi polizieschi, guarda lo Stigmatizzato del Gargano
nelle sue attività e manifestazioni esterne, presentandolo
come fautore del fascismo e poco accorto nelle sue amicizie
e nell’accettare denaro di dubbia provenienza.
A
questo libro ha fatto seguito un altro dei giornalisti e scrittori
Saverio Gaeta e Andrea Tornielli (Padre Pio. L’ultimo
sospetto), i quali esaminano la figura del Frate soprattutto
attraverso i documenti del Santo Offizio, presentando una
versione diversa e più oggettiva, perché più
rispondente al contenuto secretato del dicastero romano. Questa
la dice lunga circa la lettura che il professore dell’Università
di Torino ha fatto dei documenti consultati.
Il
nuovo libro di Mischitelli riprende la polemica nei suoi termini
più pungenti, esamina i documenti, confrontandoli con
altri già pubblicati: la figura di Padre Pio appare
nella sua realtà vissuta sia nella quotidianità
della sua esistenza di frate sia nella sua espressione di
religioso carismatico, limitando la discussione solo al suo
essere uomo, portatore di fenomeni non comuni, a prescindere
dalla sua santità.
La
discussione naturalmente porta anche a considerazioni che
riguardano altri aspetti della faccenda vera e propria, come
il significato e il valore dell’amore redentivo di Gesù
Cristo, la sofferenza nella dimensione parziale e ‘negativa’
dell‘uomo in raffronto alla globalità del suo
essere, la condizione umana vista nella sua realtà
limitativa delle aspirazioni, quasi prigione che impedisce
all’uomo di liberarsi da se stesso e realizzare il progetto
che di se stesso ha in mente: la riflessione nasce nell’ambito
della discussione riguardante Padre Pio.
Il
libro è diviso in due parti: Padre Pio fuori e Padre
Pio dentro. Nella prima la discussione verte su quanto ha
scritto il Luzzatto; nella seconda le riflessioni entrano
nelle problematiche della psicologia, già presenti
in altre pubblicazioni, partendo da alcuni articoli pubblicati
sulla rivista dei frati cappuccini, Studi su Padre Pio, che
presentano un Padre Pio fuori dalla sua realtà storica,
ridimensionato nella sua stessa spiritualità.
Per
questo motivo sulla copertina è riportata una parte
della considerazione di Padre Pio fatta su se stesso con un
giornalista nel 1919: «… e mi fanno essere ciò
che non sono».
In
un’appendice vengono pubblicate le interrogazioni che
il Visitatore apostolico, mons. Raffaello Carlo Rossi, fece
a Padre Pio nel giugno del 1921, dalle quali si evince, con
chiarezza, la sincerità e la coerenza dello stesso
religioso. Le interrogazioni toccano tutte le accuse, le illazioni
e le notizie sul Frate del Gargano giunte sui tavoli del Santo
Offizio.
Il
libro, denso di notizie inedite e di documenti, è indispensabile
per chi vuole avere approfondire le conoscenze sulla persona
e la figura di Padre Pio.
|